Dopo un anno di lavoro volontario e continuo con un gruppo di 10 ragazzi inviati dalle scuole del territorio e dai servizi sociali, l’equipe del PIT STOP  formata da 4 giovani forze (un avvocato, uno psicologo, un educatore ed un’assistente sociale) e una guida salesiana nella persona di Don Gianni Argiolas, espressione della comunità salesiana e dell’oratorio, ha colto il bisogno di rendere più stabile questo servizio. Il lavoro sul territorio chiede all’oratorio una veste sempre più professionale attraverso l’accreditamento verso le istituzioni.

Per questo l’istituto del Pio XI, cogliendo gli obiettivi ispettoriali dell’ICC nei confronti dell’area disagio e dell’emarginazione, sta muovendo i suoi primi passi verso la creazione di un CENTRO DIURNO nell’oratorio della Parrocchia Santa Maria Ausiliatrice.

Questo progetto più ampio muove i primi passi con il Pit Stop

 

Fasi della STARTUP

1) AMMODERNAMENTO E MESSA A NORMA DELLE STRUTTURE

Fase tecnica ed amministrativa per l’individuazione degli ambienti per l’attività, reperimento permessi e dialogo con gli uffici del municipio per la richiesta di autorizzazione al funzionamento (necessaria per gli invii dei minori da parte del municipio)

2) COSTRUZIONE DELLA RETE CON IL MUNICIPIO E CON IL TERRITORIO (scuole, associazioni, altre parrocchie …)

Presenza a colloqui e a tavoli istituzionali con gli assistenti sociali del VII municipio, presa in carico di alcuni casi, colloqui con le scuole per l’invio di casi di minori in difficoltà non intercettati dai servizi, costruzione di sinergie virtuose con altre associazioni o parrocchie che insistono sullo stesso territorio.

3) COLLOQUI DI ACCOGLIENZA CON I RAGAZZI E LE LORO FAMIGLIE

Accoglienza dei minori e delle famiglie, diversificata grazie alle diverse figure dell’equipe. In questa fase verrà creato un percorso di accoglienza personalizzato per rendere efficace l’analisi dei bisogni, l’anamnesi famigliare e l’alleanza educativa

4) COINVOLGIMENTO E FORMAZIONE DEI VOLONTARI

Presentazione del Progetto ai ragazzi della scuola secondaria di secondo grado del istituto (volontariato e alternanza scuola/lavoro) e alla comunità parrocchiale, convenzioni con le università, passaparola … incontri formativi con i volontari, affiancamento nell’esperienza di volontariato e supervisione.

5) STESURA E CONDIVISIONE PEP

Incontri di coordinamento dell’equipe con cadenza mensile, stesura dei piani educativi personalizzati

6) COMUNICAZIONE E FUNDRAISING

Coordinamento con i social ed il sito dell’istituto, stampa di pieghevoli e locandine, una festa di inizio attività ad accreditamento avvenuto.

Promozione del progetto alle famiglie della scuola, fondazioni, banche.

 

La STARTUP permetterà al PIT STOP di entrare in nuove dinamiche di sostegno (es. ricerca bandi e progettazione esterna) e di corresponsabilità economica anche degli enti invianti (es. rette giornaliere), tali da rendere il servizio economicamente sostenibile e continuativo.

 

COSA POSSIAMO FARE?

Quello che abbiamo scritto è l’essenziale per partire, ma un ragazzo per crescere ha bisogno di tutto l’aiuto possibile. Le attività del centro possono essere sostenute e ampliate in nuovi progetti, grazie all’aiuto di tutti: di chi può rimboccarsi le maniche con noi, di chi può raccontare ad altri questa esperienza creando nuovi amici del PIT STOP e di chi può fare un’offerta garantendo a questi ed altri ragazzi il diritto di avere una buona e promuovente educazione.

pieghevole pit stop cerchi d’onda 3